QUELLA PRIMA MACCHINETTA A 9 ANNI


La vicentina Elena Segatini è tra le più apprezzate fotografe a livello internazionale, ci sono anche suoi scatti nel libro “L’arte unisce tutti i cuori del Mondo” promossa da Franco Pianegonda

di Alessandro Scandale

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Quella prima macchinetta a 9 anni
Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)C'è anche la fotografa Elena Segatini tra le 50 donne vicentine che l'imprenditore orafo Franco Pianegonda ha voluto celebrare qualche giorno fa con una serata evento ed un libro fotografico, affiancato da un video, che le vede protagoniste di alcuni eleganti scatti. Con il titolo "L'arte unisce tutti i cuori del mondo", l'iniziativa ha messo in primo piano alcune donne che con il lavoro, l'impegno e l'entusiasmo hanno portato una nuova energia e un "nuovo cuore" nel proprio mondo e in quello altrui. Con uno sguardo trasversale: c'è l'imprenditrice ma anche la casalinga; la nonna come pure la neolaureata. La serata, non a caso scelta alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è stata diffusa anche nei negozi di Mosca, Lisbona, New York e Parigi collegati in rete. Il libro sarà presentato dopo le festività natalizie alla libreria Galla di Vicenza.

Quella di Elena Segatini è una storia che sembra uscire dall'album dei sogni più belli, sospesa tra gli Stati Uniti, l’Europa e Vicenza. Le sue immagini sono piccoli frammenti di fantasie e fiabe che fino a quando era bambina creava nella sua mente e che ora, tramite la fotografia, sono divenuti realtà. E uno di questi sogni, in particolare, è entrato a far parte della vita quotidiana di milioni di persone. Il sogno di Elena è sempre stato la fotografia e nel '91 si trasferisce da Vicenza a Los Angeles, dove nel '99 si laurea in una delle università private d’arte più rinomate: l'Art Center College of Design di Pasadena in California. Dopo aver realizzato un catalogo di gioielli, Elena viaggia tra America ed Europa come fotografa di moda e viaggi, lavora con riviste e agenzie di pubblicità di New York, Milano e Parigi. Tra i suoi clienti ci sono Marie Claire, Elle, Vogue Gioiello, Apple, Adidas, Reader’s Digest, Mattel, Zoom Magazine, Vicenza Oro e altri. Le sue immagini sono attualmente rappresentate nel mondo da tre agenzie di New York. E proprio tramite una di queste agenzie, la famosissima immagine del fiore di loto è stata venduta nel 2006 per la prima campagna pubblicitaria dell’Iphone e poi utilizzata come immagine di sfondo in tutti gli Iphones e Ipads della Mac. Negli ultimi anni Elena ha cominciato a dedicarsi ai matrimoni, immortalando questi bellissimi momenti con un tocco di moda e un’impronta originale. Le sue opere sono state riconosciute da una delle riviste italiane di Sposa più rinomate, "White Sposa", come fotografa d’eccellenza di questo specifico settore. L’abbiamo incontrata in occasione dell’evento.

Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Partiamo dall'evento Pianegonda: che effetto fa fare parte delle 50 vicentine scelte?

«È stato un onore essere inclusa in questo progetto. Abito tra Usa e Italia e in questi ultimi anni mi sono presa una pausa che mi ha portato a stabilirmi a Vicenza. Quest’ultimo mese è stato per me un'immersione completa alla scoperta di questa città. È iniziato tutto con il progetto del Ritratto a Vicenza che mi ha fatto conoscere molte persone coinvolte nell’arte e nella creatività. Ho collaborato con Franco Pianegonda in alcuni miei servizi. Lo conosco da poco ma è stato disponibile a prestare i suoi favolosi gioielli per i miei lavori. Un giorno mi scrive un messaggio di passare alla Maison. Non ne conoscevo il motivo e forse è stata una fortuna perché non mi sarei mai fatta fotografare se mi avesse spiegato il motivo dell’invito... Da lì il grande onore di far parte di un meraviglioso progetto dedicato alle donne».

Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Raccontaci la tua storia: com’è nato tutto? Una vicentina alla conquista dell'America...

«Sono sempre stata innamorata della fotografia fin da piccola. I miei genitori mi regalarono la mia prima macchinetta automatica a 9 anni e a 15 ho comprato la mia prima 35mm manuale. A 24 anni sposai un americano e andai a vivere a Los Angeles dove mi iscrissi al College e ad un corso di fotografia. Dopo alcuni anni ho ricevuto una borsa di Studio per entrare al rinomato Art Center College of Design. Ero fiera di tenere alto il nome dell'Italia. Così mi laureai con lode nel ‘99, cosa rara in quell’istituto. Ma non è stato facile arrivare in un paese straniero e doversi rifare una vita partendo da zero. Sono rimasta in America 15 anni e appena possibile ci tornerò. Vorrei vivere sei mesi lì e sei in Italia, non riuscirei a rinunciare a nessuno dei due, si completano a vicenda. Alla fine, per motivi affettivi e familiari, ho deciso di trasferirmi qui per un po’. Perché la permanenza fissa mi spaventa, essendo abituata a viaggiare e alle grandi città».

Il successo mondiale della Apple, com'è accaduto e cosa significa per te oggi?

«La cosa buffa è che per far entrare quell’immagine in agenzia ho dovuto aspettare che cambiassero tre Art Directors! Era uno scatto che avevo fatto un’estate in Italia, al bellissimo Parco Sigurtà... con una mano che mi teneva alla cintura e io sporta quasi in acqua per riuscire ad arrivare il più vicino possibile al soggetto. La qualità dell’immagine era ottima per il tipo di luce che c’era quel giorno. Ho proposto lo scatto all’agenzia ben tre volte e alla fine con l’arrivo del nuovo Art Director me l’hanno accettato. Accadde che l’agenzia che si occupava della pubblicità per la Mac/Apple scelse l’immagine per tutta la campagna iniziale Iphone. Io purtroppo ero già in Italia e mi sono persa i mega-cartelloni pubblicitari che tappezzavano tutti i negozi americani della Apple in quel periodo. Mi accorsi di questo meraviglioso evento solo perché un giorno, guardando la tv in Italia, mostrarono la pubblicità di questo nuovo telefonino. Feci un salto sul divano e incominciai a gridare di aver visto forse per due secondi la mia foto... era proprio la mia! Forse mi rendo conto di tale evento solo quando vedo intorno a me tutti con questo Iphone in mano. Penso che due terzi di questa terra ha in tasca la mia foto e allora sorrido...».
Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)
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Quella prima macchinetta a 9 anni

Quali porte ti ha aperto la notorietà?

«Diciamo che la foto è molto conosciuta, però non penso mi abbia cambiato la vita. In questo campo c’è un'estrema concorrenza e bisogna battersi ogni giorno per farsi notare. A volte chi ha molto giro di lavoro non è chi è bravo veramente o il vero artista. Purtroppo si... bisogna conoscere le persone giuste e assolutamente essere nel posto giusto al momento giusto».
Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

Hai vissuto negli States, qual è la differenza di mentalità? Ci sono più opportunità? È più facile emergere?

«Senz’altro quello che chiamano il sogno americano non è solo un mito. Ci sono molte più opportunità che in Italia però devo dire che con la crisi anche l’America sta vivendo periodi difficili e le opportunità di conseguenza diminuiscono. La differenza di mentalità a volte è immensa, soprattutto nell’essere presenti in caso di difficoltà. Possono essere freddi nei rapporti mondani, non ci sono sguardi diretti, poco contatto umano, insomma ci si sente un po' soli in mezzo a tanta gente, ma quando è il momento di aiutare il prossimo, si può sempre contare su qualcuno ed è quello il bello dell’America. Sul lavoro invece è molto più facile trovare persone con cui collaborare. Da noi, soprattutto in Veneto, è quasi impossibile trovare una stilista o uno showroom disposti a collaborare per dei test fotografici. In America è forse la norma. Insomma, in America forse è più riconosciuta la meritocrazia rispetto all’Italia».

Sei la dimostrazione vivente che la fotografia è anche donna. Siamo abituati ad un mondo di quasi soli uomini di successo... qual è il valore aggiunto dello sguardo femminile sul mondo?

«Non posso dire che la donna abbia più sensibilità nel cogliere l’attimo, conosco fotografi maschi che hanno una sensibilità tale che va oltre qualsiasi concetto tipico di animo maschile o femminile. Penso si tratti solo di passione per questa arte. Due fotografi possono fotografare lo stesso identico soggetto e il risultato è un universo di differenze. Essere donna sicuramente rende le cose più difficili ma solo a livello tecnico... siamo comunque sempre viste come la parte più debole per cui, se messe a confronto con un uomo per la scelta del fotografo che debba fare un viaggio per un progetto, si tende a scegliere l’uomo. E per finire, molti Art Director delle riviste di moda sono donne e molte donne preferiscono lavorare con un uomo. Comunque sono convinta che ormai abbiamo raggiunto dei buoni livelli anche come donne in carriera e ne è grandioso esempio la fotografa Annie Leibovitz».

Come "vedi" oggi Vicenza? Come la fotograferesti?

«A Vicenza mi considero ancora un po' straniera. Sto scoprendo una Vicenza assolutamente incantevole sia nell’arte che custodisce, sia nelle persone disponibili e meravigliose. Non c'è niente che non fotograferei. L’andare in America ed il tornare in Italia dopo tanti anni mi ha fatto aprire gli occhi e vedere questa città in modo totalmente diverso. È come quando si possiede qualcosa di importante ma non lo si sa fino a quando non lo si perde. Mi ricorderò sempre al college un compagno che mi chiese: ma tu arrivi da quelle cittadine dove ci sono tutte le casette colorate? Io non avevo assolutamente alcun ricordo di casette colorate... Ebbene, aveva ragione... al mio ritorno ho guardato questa mia città con occhio completamente diverso».

Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Giorni fa il prestigioso The Guardian nel suo periodico domenicale The Observer ha descritto Vicenza come "La gemma nascosta del Nord", sottolineando come lo straordinario tessuto palladiano sia stato arricchito da nuove proposte culturali e dalla vivacità del suo centro storico che l’hanno trasformata in meta che merita un lungo weekend e non una visita mordi e fuggi. Se dovessi costruire un album fotografico di Vicenza per spedirlo nel mondo, quali scorci metteresti al primo posto?

«Nulla di già visto... odio essere scontata. Busserei a tutti i portoni e mi farei aprire... ci sono giardini incantati dietro quei muraglioni di cemento e quei portoni di legno massiccio. Ricordo una notte di neve in cui stavo fotografando ponte san Michele al buio completo. La luna illuminava l’acqua e la neve la rifletteva. Era l’una di notte ed ero completamente sola... (devo dire che Vicenza è meravigliosa nel silenzio della notte). Un signore passò di lì e mi chiese cosa stavo fotografando se non si vedeva nulla ad occhi nudi! Io gli dissi, se ha dieci minuti glielo faccio vedere. Stavo facendo Polaroids e quando gli feci vedere la foto rimase a bocca aperta... mi fece scrivere dietro la Polaroid l’orario della foto e il mio nome per farla vedere agli amici che secondo lui non l’avrebbero assolutamente creduto. Qualche settimana dopo mi invitò per mostrarmi una location. In centro a Vicenza, un grande portone di legno, una storia indistruttibile segnata su quel legno. Lo aprì e dietro c'era un giardino interno meraviglioso. Vicenza nasconde dietro le sue mura giardini incantati ed è un peccato non riuscire a farsi aprire quelle porte. È un progetto che vorrei intraprendere».

Chiudiamo ritornando all'evento Pianegonda... c'era un cuore come simbolo.

«La mia frase è sempre stata: I dream every day, that’s my secret... con la maturità di oggi dico: lasciati sognare ogni giorno ma grida anche a te stesso ‘lo voglio con tutto l’animo’. È l’unico modo per far avverare i tuoi sogni. Volerlo con tutto il cuore».

nr. 03 anno XVIII del 26 gennaio 2013
Quella prima macchinetta a 9 anni (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

Circus Acquatico Magnifico

October 18, 2014


Voglio raccontarvi una storia, una storia di un mondo fantastico che ho vissuto per poche ore ma che mi ha emozionata e riempito il cuore. Una storia di visi incredibili, di cuori umili e di spiriti di una forza straordinaria. Voglio raccontarvi anche l'altra storia, di un mondo che ho vissuto passato e che in due secondi e' riuscito a togliermi ogni dignita', un mondo che annulla la stima in te stessa, ti strappa ogni ricordo dal cuore, un mondo dove umilta' non si conosce e l'orgoglio brucia ogni cosa che tocca, un mondo dove si scappa se la verita' pesa addosso, dove piuttosto di crescere si perde tutto.
La storia e' che questo piccolo frammento di mondo in cui sono entrata e' riuscito a riempire il mio cuore. E' la storia di una ragazzina che con il dolore nell'animo e le lacrime agli occhi riesce a gettarsi davanti alla folla a testa alta con il sorriso sulle labbra. Una ragazzina che diventa principessa lassu' al di sopra di tutti su quel trapezio di vita e che senz'altro di crescere ne sa qualcosa. Io sono lo specchio di lei e come lei a testa alta vivo il mio "oggi"  stupendo per l'amore di mio figlio e di me stessa. 
Dovremmo tutti imparare da questi piccoli mondi nascosti. Ne sono cosi' grata al mio signore e al mio piccolo Kian di avermi portata fin qui. Pensavo che mi avessero rubato l'animo ma invece ora so che ci ho guadagnato una vita e proprio qui nella disperazione ho dato il meglio di me stessa. 
Nessuno e niente puo' strapparci la nostra voglia di vita e di espressione se il cuore e' puro e sincero e non lasciate mai che nessuno si permetta di farvi credere diversamente. 
La cosa piu' stupenda e' che esattamente nell'istante in cui si tocca l'inferno, angeli arrivano...loro sanno chi sono...IzFrAr e mamma che senz'altro mamma e'...
E un giorno poi, arriva lo sguardo puro, limpido, sincero, riservato e discreto di chi non conosco ancora. Non so se mai lo conoscero'. So solo che quel giorno mi ha dato una pace immensa e la voglia di ricominciare... chiudo gli occhi e ritrovo la voglia di sognare...

e ritorno a dire...

I dream every day... that's my secret.


























... M O R E    I M A G E S    T O    C O M E   ... wo r k   i n    p r o g r e s  s ...

Circus Acquatico Magnifico

October 18, 2014 


Voglio raccontarvi una storia, una storia di un mondo fantastico che ho vissuto per poche ore ma che mi ha emozionata e riempito il cuore. Una storia di visi incredibili, di cuori umili e di spiriti di una forza straordinaria. Voglio raccontarvi anche l'altra storia, di un mondo che ho vissuto passato e che in due secondi e' riuscito a togliermi ogni dignita', un mondo che annulla la stima in te stessa, ti strappa ogni ricordo dal cuore, un mondo dove umilta' non si conosce e l'orgoglio brucia ogni cosa che tocca, un mondo dove si scappa se la verita' pesa addosso, dove piuttosto di crescere si perde tutto.
La storia e' che questo piccolo frammento di mondo in cui sono entrata e' riuscito a riempire il mio cuore. E' la storia di una ragazzina che con il dolore nell'animo e le lacrime agli occhi riesce a gettarsi davanti alla folla a testa alta con il sorriso sulle labbra. Una ragazzina che diventa principessa lassu' al di sopra di tutti su quel trapezio di vita e che senz'altro di crescere ne sa qualcosa. Io sono lo specchio di lei e come lei a testa alta vivo il mio "oggi"  stupendo per l'amore di mio figlio e di me stessa. 
Dovremmo tutti imparare da questi piccoli mondi nascosti. Ne sono cosi' grata al mio signore e al mio piccolo Kian di avermi portata fin qui. Pensavo che mi avessero rubato l'animo ma invece ora so che ci ho guadagnato una vita e proprio qui nella disperazione ho dato il meglio di me stessa. 
Nessuno e niente puo' strapparci la nostra voglia di vita e di espressione se il cuore e' puro e sincero e non lasciate mai che nessuno si permetta di farvi credere diversamente. 
La cosa piu' stupenda e' che esattamente nell'istante in cui si tocca l'inferno, angeli arrivano...loro sanno chi sono...IzFrAr e mamma che senz'altro mamma e'...
E un giorno poi, arriva lo sguardo puro, limpido, sincero, riservato e discreto di chi non conosco ancora. Non so se mai lo conoscero'. So solo che quel giorno mi ha dato una pace immensa e la voglia di ricominciare... chiudo gli occhi e ritrovo la voglia di sognare...

e ritorno a dire...

I dream every day... that's my secret.











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L I N K